Giovani

Giovani

Lavoro

  • Istituire l’osservatorio del lavoro con particolare riferimento al lavoro a tempo determinato dove la NASPI genera difficoltà ai lavoratori stagionali
  • intraprendere iniziative anche a livello di Ambito Territoriale, per abbattere la stagionalità in modo da prolungare la stagione turistica.

Situazione Giovanile

  • Istituire un punto di informazione per i giovani in grado di aiutarli nelle loro scelte e nel loro cammino.
  • Aprire il centro giovanile realizzato nei locali posti sotto all’istituto Nautico.

Il Centro Giovanile

CENTRO GIOVANILE DELLA PENISOLA SORRENTINA – H24 SORRENTO COAST’S YOUTH CENTER

Piano di Sorrento, 2015

Progettisti: Rosa Iaccarino (capogruppo), Bruna Di Palma, Felice De Silva. Collaboratori: Antonino Pollio e Giuseppe La Manna Ambrosino (strutture), Alessandro Iossa e Marco d’Esposito (impianti)

 

Il nuovo Centro Giovanile della Penisola Sorrentina è stato realizzato all’interno degli spazi presenti al piano terra dell’ex complesso conventuale di Santa Teresa a Piano Sorrento.

Gli ambienti in cui è stato realizzato l’intervento sono stati ricavati negli anni ’90 attraverso un intervento di scavo e consolidamento, ma per molti anni sono poi rimasti inutilizzati. Essi consistevano di una grande sala centrale, circondata da un percorso sopraelevato e ricavata al di sotto del chiostro porticato dell’ex convento che attualmente ospita l’Istituto Nautico Nino Bixio. Su due lati di questo sistema “ad aula centrale” si sviluppavano e si sviluppano tutt’ora altri spazi con soffitto a volta ricavati nello spazio delle fondazioni dell’edificio.

L’impostazione generale dell’intervento per il nuovo centro giovanile ha lavorato in un’ottica di rispetto nei confronti dei caratteri della preesistenza, individuando, nelle necessarie aggiunte architettoniche introdotte, la possibilità di attivare una nuova fase di vita per l’antico edificio.

Dal punto di vista funzionale infatti, l’intervento ha previsto l’inserimento di un articolato programma all’interno degli spazi preesistenti, al fine di ospitare le nuove attività e quindi un ingresso – info point, una grande sala polifunzionale, un percorso espositivo, una sala prove musicali, sei laboratori (per il sostegno allo studio, artistico, per la peer education, per il bookcrossing, per il superamento del digital devide), una caffetteria e i servizi.

Il concetto spaziale alla base del progetto è stato sviluppato seguendo tre temi principali: la riqualificazione degli spazi voltati direttamente collegati con l’esterno, la precisazione degli elementi di collegamento tra le varie quote esistenti, la riconfigurazione dello spazio della sala centrale.

Per la riqualificazione degli spazi voltati e la definizione degli spazi di collegamento tra le varie quote sono stati realizzati interventi precisi e discreti, con una grande attenzione rivolta anche alla scala del dettaglio. Nel primo caso, infatti, la particolare conformazione degli spazi, fortemente unitari, è stata valorizzata attraverso un mirato progetto di illuminazione, nel secondo caso, invece, sono stati sottolineati i punti di connessione tra le quote, attraverso il disegno e la realizzazione di elementi di protezione in acciaio la cui necessaria continuità è sviluppata attraverso una declinazione del tema della piega.

La riconfigurazione dello spazio interno della sala centrale, invece, è partita da una riflessione sui temi scavo-sovrapposizione e leggerezza-gravità, declinati per opposizione, in alcuni punti, e per continuità in altri, nei confronti della spazialità preesistente. In questa ottica, il progetto dei laboratori è stato configurato come un’operazione di aggiunta di due volumi sospesi all’interno dell’invaso scavato.
La spazialità preesistente, fortemente unitaria e preservata attraverso il lavoro di aggiunta in sospensione e distacco dei due volumi sospesi, è stata conservata anche attraverso la realizzazione di una grande continuità materica grazie all’uso di un unico tipo di pavimentazione che, a partire dalla sala polivalente, fascia anche le superfici verticali dell’invaso stesso.

I laboratori sono invece contenuti nelle due masse aggiunte che fluttuano nello spazio come prive di peso, staccate dal suolo e dalla copertura come in assenza di gravità, e riscrivono il carattere dello spazio della sala senza interromperne la continuità spaziale e percettiva. In questo modo, la forma dello spazio originario conserva intatta la sua forza greve che viene sottolineata per contrasto dalla leggerezza delle due masse sospese. Esse contribuiscono a ridefinire l’immagine di un edificio la cui forma attuale è frutto di un lungo processo di costruzione, composto da aggiunte e sottrazioni di usi e di forme, di cui il progetto si configura come il tassello più recente.

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
Follow by Email
Facebook
Facebook