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Al via la settimana dedicata ai Valloni della penisola sorrentina

È partito il conto alla rovescia per la settimana dedicata ai Valloni della penisola sorrentina, iniziativa promossa dall’associazione Aria Nuova Piano di Sorrento con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli, oltre che del Comune ospitante, e la collaborazione di istituzioni, esperti, professori universitari e del comitato tecnico-scientifico. Tutti insieme per raggiungere un unico obiettivo futuro: avviare un dialogo costruttivo per la riqualificazione e la valorizzazione del territorio.

Il progetto prenderà il via sabato 13 ottobre dalle 9:30 con il Convegno a Villa Fondi durante il quale relatori, studenti e cittadini dibatteranno su potenzialità, criticità e ipotesi di intervento nelle forre che caratterizzano il costone tufaceo della costiera. Per l’occasione sarà inaugurata anche la Mostra: un intero reportage fotografico di Luigi De Pasquale realizzato durante il recente sopralluogo nei Valloni guidato da Vincenzo Ruggiero.

I Valloni oggi? Discarica a cielo aperto e bellezza nascosta

«Chissà quante volte – stimola ad immaginare il prof. emerito dell’Università Parthenope Giancarlo Spezie, oceanografo e moderatore del Convegno – siamo passati su strade e piazze della nostra Penisola che coprono, ormai da anni, parti più o meno estese dei Valloni sottostanti e nascosti, un tempo scoperti e lussureggianti di vegetazione tipica e sempre pronti a svolgere il loro ruolo di mantenimento dell’assetto idrogeologico del territorio. Lo sviluppo urbanistico dei decenni passati – continua Spezie – ha comportato scelte necessarie quali il recupero di spazi sfruttando la copertura più o meno estesa dei Valloni che intersecano il profilo del nostro territorio. Tale scelta ha consentito, però, la sciagurata azione di degrado degli spazi con continui sversamenti di materiali di ogni tipo: risulta dalle costruzioni edili, anche con parti di amianto, batterie esauste, elettrodomestici fuori uso e quant’altro. Basta affacciarsi, oggi, nei pochi posti disponibili, per ammirare lo scempio che l’uomo, privo di qualunque senso di rispetto, ha provocato su questi ambienti così particolari e così preziosi».

Le immagini potranno essere osservate dal pubblico tutti i giorni, eccetto il lunedì, dalle 15:30 alle 19:30, e sono già in calendario visite guidate per le scuole, utenza che l’organizzazione ha voluto fortemente coinvolgere e guidare nella riflessione sull’argomento tanto da proporre un piano triennale di formazione a cui hanno già aderito la scuola media statale “Carlo Amalfi” e l’istituto tecnico-nautico “Nino Bixio” di Piano di Sorrento, il liceo classico linguistico e delle scienze umane “Publio Virgilio Marone” di Meta e l’istituto polispecialistico “San Paolo” Sez. Turismo di Sorrento.

Il presidente: “Non valorizzare i Valloni lede le generazioni future”

Illustri sono, inoltre, i professionisti che tracceranno il punto della situazione sui Valloni peninsulari. Sabato 13 ottobre, dopo i saluti delle autorità e la proiezione di un videodocumentario, il Convegno sarà introdotto dal presidente dell’associazione Aria Nuova Michele Guglielmo e a seguire relazioneranno i docenti dell’Università Federico II di Napoli Annunziata Berrino, professoressa di storia contemporanea del Dipartimento di studi umanistici; Antonino Testa, ricercatore di patologia vegetale del Dipartimento di agraria; e Piergiulio Cappelletti, professore di georisorse minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali presso il Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e delle risorse. Interverranno inoltre il giornalista Carlo Franco e l’architetto Milena Parlato, specializzata in restauro dei beni architettonici e del paesaggio. Per gli incontri riservati agli istituti scolastici, invece, la parola verrà data ai professori dell’Università Federico II di Napoli Leopoldo Milano sul tema “Radiazioni ambientali in Penisola Sorrentina“, a Giuseppe Luongo con il suo “Terra non firma: storia di vulcani e terremoti“; ai responsabili del Centro di educazione Ambientale dell’AMP “Punta Campanella” e ai rappresentanti della Protezione civile e del Wwf.

«Non prendere in considerazione il valore dei Valloni e l’opportunità di riqualificarli significa ledere gli interessi delle generazioni future in termini di qualità della vita, di benefici sociali ed anche economici – chiarisce il presidente Michele GuglielmoOltre a sperare di sensibilizzare i cittadini, auspichiamo che le amministrazioni comunali della penisola sorrentina si mettano insieme per costituire un organismo tecnico-amministrativo che abbia come scopo la realizzazione di un progetto di bonifica e il reperimento dei fondi per realizzarlo».

Evento facebook: Convegno sui Valloni della penisola sorrentina

Comunicato di presentazione del Convegno sui Valloni: Riflettori puntati sui Valloni. Degrado e natura in un Convegno

Comunicato sul progetto didattico: Le scuole sulla riqualificazione dei Valloni: pronto il progetto didattico

Accredito stampa: info

Per richiedere l’accredito stampa telefonare o inviare un messaggio su whatsapp al numero 3317488453 (rif. Azzurra Iole Filosa) indicando la testata di riferimento e il numero di posti da riservare.

Per le interviste sarà allestita un’area stampa; indicare quindi le interviste che si desidera effettuare, il formato (audio, video, ecc.) ed eventuali esigenze specifiche, in modo da schedulare il tutto nei tempi e nelle modalità più opportuni.

Ai giornalisti accreditati sarà consegnato il press kit.

Le scuole sulla riqualificazione dei Valloni: pronto il progetto didattico

Non solo dibattiti e strategie, ma anche formazione. L’associazione Aria Nuova Piano di Sorrento mette le scuole al centro dell’iniziativa dedicata ai Valloni della penisola sorrentina.

Il progetto didattico, redatto dal comitato con particolare cura della prof.ssa Antonella Ambrosio, si chiama “Il Vallone di Lavinola. Un ambiente da scoprire e recuperare“, durerà ben tre anni e vi hanno già aderito la scuola media statale “Carlo Amalfi” e l’istituto tecnico-nautico “Nino Bixio” di Piano di Sorrento, il liceo classico linguistico e delle scienze umane “Publio Virgilio Marone” di Meta l’istituto polispecialistico “San Paolo” Sez. Turismo di Sorrento.

Gli obiettivi del progetto didattico

L’iniziativa firmata “Aria Nuova” si propone di giungere ad una conoscenza e ad un’ipotesi di valorizzazione e fruizione sostenibile dei Valloni formulata dagli studenti stessi, attraverso percorsi differenziati e graduati, perseguendo gli indirizzi ministeriali. «Obiettivi generali – si legge nel progetto didattico – sono: scoprire radici ed identità per rafforzare il legame con la propria terra, il senso di appartenenza, l’amore per le bellezze naturali e paesaggistiche, la loro cultura, le opere d’arte; prendere coscienza del territorio, dell’ambiente naturale e dei suoi elementi; valorizzare il talento di ciascun partecipante con proposte educative che si basino sia sull’esperienza di gruppo che personale attraverso l’esplorazione guidata dell’ambiente, della storia, dell’arte e delle tradizioni che caratterizzano il nostro territorio; stimolare le potenzialità di ciascun allievo per sviluppare lo spirito critico, di osservazione, l’interesse esplorativo e creativo; far emergere il senso del gruppo, per essere disponibile al rapporto e alla collaborazione con gli altri».

Il sogno: la mediateca storico-ambientale

Al termine del triennio di attività sarà organizzata una manifestazione pubblica dove verranno illustrati dagli studenti i risultati delle loro ricerche. «Nostra intenzione – spiega il comitato tecnico-scientifico di “Aria Nuova” – è riuscire a raccogliere i lavori ed inserirli come primo passo per una mediateca storico-ambientale consultabile da tutti, studenti, scuole, cittadini e turisti che vogliono saperne di più sulla nostra bellissima penisola».

Il via ufficiale all’intero progetto sarà il Convegno sui Valloni aperto a tutta la cittadinanza che si terrà sabato 13 ottobre 2018 alle 9:30 presso Villa Fondi. Il programma prevede poi due incontri riservati agli istituti aderenti: mercoledì 17 gli alunni delle scuole superiori incontreranno i professori dell’Università Federico II di Napoli Leopoldo Milano, sul tema “Radiazioni ambientali in Penisola Sorrentina“, e Giuseppe Luongo, con il suo intervento su “Terra non firma: storia di vulcani e terremoti“; giovedì 18 ottobre sarà invece la volta delle scuole medie che dialogheranno con i responsabili del Centro di educazione Ambientale dell’AMP “Punta Campanella” e i rappresentanti della Protezione civile e del Wwf.

Inoltre dal 14 al 20 ottobre (lunedì escluso) la mostra allestita a Villa Fondi con il reportage fotografico, frutto del sopralluogo nei Valloni della penisola sorrentina effettuato dall’associazione insieme a Vincenzo Ruggiero e Luigi De Pasquale, sarà aperta dalle 15:30 alle 19:30, anche fuori orario su prenotazione all’email arianuovapianodisorrento@gmail.com per le visite scolastiche.

Evento facebook: Convegno sui Valloni della penisola sorrentina

Comunicato di presentazione del Convegno sui Valloni: Riflettori puntati sui Valloni. Degrado e natura in un Convegno

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Per le interviste sarà allestita un’area stampa; indicare quindi le interviste che si desidera effettuare, il formato (audio, video, ecc.) ed eventuali esigenze specifiche, in modo da schedulare il tutto nei tempi e nelle modalità più opportuni.

Ai giornalisti accreditati sarà consegnato il press kit.

Riflettori puntati sui Valloni. Degrado e natura in un Convegno

Convegno sui ValloniRafforzare il legame con il territorio e fare luce su emergenze e peculiarità: queste le coordinate motivazionali del Convegno sui Valloni della penisola sorrentina in programma per il prossimo mese a Villa Fondi. Dalle profonde forre nel costone tufaceo che affascinarono i viaggiatori del Gran Tour prende il via il dibattito su potenzialità e criticità di una caratteristica geomorfologica divenuta simbolo dell’identità collettiva.

L’evento è organizzato dall’associazione Aria Nuova Piano di Sorrento, nata a marzo con l’intento esplicito di affrontare, risolvere e trasformare problematiche e necessità locali con il contributo di liberi cittadini ed il coinvolgimento di esperti. «Diamo spazio a idee e strategie concrete di crescita per la città – sottolinea il presidente Michele Guglielmo – basate sull’inclusione di giovani menti, periti di spessore, realtà imprenditoriali e scuole, fucina della classe dirigente dell’immediato futuro». 

I relatori del Convegno sui Valloni

A dare il via al convegno sarà proprio il presidente dell’associazione Aria Nuova Piano di Sorrento, Michele Guglielmo. La parola verrà poi data agli studiosi della materia nonché docenti dell’Università Federico II di Napoli: Annunziata Berrino, professore di storia contemporanea del Dipartimento di studi umanistici; Antonino Testa, ricercatore di patologia vegetale del Dipartimento di agraria; e Piergiulio Cappelletti, professore di georisorse minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l’ambiente e i beni culturali presso il Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e delle risorse. Interverranno inoltre il giornalista Carlo Franco e l’architetto Milena Parlato, specializzata in restauro dei beni architettonici e del paesaggio. Le conclusioni sono affidate al moderatore del convegno, l’oceanografo e professore emerito dell’Università Parthenope, Giancarlo Spezie.

L’evento, che si terrà sabato 13 ottobre dalle 9:30, posiziona la riflessione sulla griglia di partenza di un progetto ben più ampio. Il reportage fotografico sul degrado e la bellezza dei valloni in mostra per una settimana a Villa Fondi e il programma didattico triennale “Il vallone di Lavinola: un ambiente da scoprire e da recuperare”, adottato con entusiasmo dagli istituti scolastici della penisola sorrentina su proposta dell’associazione Aria Nuova, ne sono l’esempio.

Evento facebook: Convegno sui Valloni della penisola sorrentina

Accredito stampa: informazioni

StampaPer richiedere l’accredito stampa telefonare o inviare un messaggio su whatsapp al numero 3317488453 (rif. Azzurra Iole Filosa) indicando la testata di riferimento e il numero di posti da riservare.

Per le interviste sarà allestita un’area stampa; indicare quindi le interviste che si desidera effettuare, il formato (audio, video, ecc.) ed eventuali esigenze specifiche, in modo da schedulare il tutto nei tempi e nelle modalità più opportuni.

Ai giornalisti accreditati sarà consegnato il press kit.

L’artigianato a Piano ha ancora un futuro?

Di Titti Aiello

 

Ho ascoltato i nostri padri raccontare di vascelli sorrentini che esportavano oltreoceano, stoffe ricamate,
agrumi e noci della nostra terra e ricordare l’esperienza di suore laboriose che realizzavano preziosi ricami per adornare gli altari delle nostre Chiese. Erano le stesse suore che, poi, nell’immediato dopoguerra, insegnarono l’arte del ricamo e del lavoro a maglia alle ragazze locali. Ricordo Maria, una robusta contadina, che intrecciava rami di olivo e di canne di bamboo per realizzare le ceste tipiche nostrane che avrebbero contenuto limoni, fichi e noci, prodotti dalla terra coltivata da suo marito.

Oggi tantissimi giovani artigiani e artigiane realizzano piccoli oggetti di bigiotteria con pietre, metalli e dipinti che però non fanno parte della tradizione della nostra terra. Penso, dunque, che sia utile e necessario partire dalla conoscenza della cultura che ispirava l’artigianato del passato per poter riproporre in chiave moderna un prodotto nuovo, capace di esprimere comunque l’identità del luogo….e la sua ANIMA. La richiesta di riproporre il “vecchio” obbliga a considerare che è altrettanto necessario che il “nuovo “ venga contestualizzato nel tessuto sociale di oggi e sia sempre legato alle nostre origini.

Viviamo un momento storico in cui anche i modi di offrire il nostro cibo subiscono l’influenza della moda. Le etichette “ fatto a mano”, “ prodotto artigianale”, “ fatto in casa”, “fatto con la ricetta della nonna”, “antichi sapori”, etc. compaiono ovunque. Oscar Farinetti creando EATALY ha consacrato nel mondo il culto italiano dell’”hand made” e della qualità.

E’ dunque questo il momento giusto, l’occasione da non perdere per rilanciare il nostro artigianato locale. Abbiamo tanto da offrire: si possono rispolverare vecchie manualità per creare prodotti che pur ispirandosi alla nostra tradizione diventino offerte “easy” per le nuove generazioni di turisti che sono alla ricerca del genuino e del naturale. Così si offrono nuove possibilità di lavoro ai giovani che, anche con l’aiuto dei nonni, potranno continuare con entusiasmo, e nel segno dell’innovazione e della cultura, la tradizione della penisola sorrentina.

Non possiamo permettere che i “mestieri” vengano abbandonati da tutti o che restino alla mercé degli ultimi arrivati i quali, senza le radici storiche e culturali della nostra terra, se ne appropriano per renderli un commercio squallido ed anonimo. Alla base di un mestiere deve esserci il romanticismo del ricordo, della stratificazione delle esperienze.

Quando viaggio in Europa per motivi di lavoro, vedo monumenti, chiese, dipinti, testimonianze di artisti che hanno imparato la loro arte in botteghe e vedo quelle botteghe abbandonate, lasciate gestire da conduttori provenienti da altri paesi, che non hanno niente in comune con le tradizioni e le culture locali. Fulgido esempio di come si perdono le identità locali e ci si allontana dalle proprie tradizioni e dalle proprie origini. Quelle attività che non interessano a gestori stranieri, vengono assorbite dai grandi centri commerciali che, in egual maniera ne distruggono l’originalità.

Oggi Piano di Sorrento non ha identità, pur non essendo un grande centro commerciale. Non è una Città che si poggia sulla realtà storica in cui veniva considerata la città commerciale per antonomasia della penisola sorrentina, di Capri e , in parte, della costiera amalfitana. Oggi è “ ne zuppa nè pan bagnato!”.

Sogno Piano con la Piazza Cota resa isola pedonale, senza macchine, arricchita di piante e di sedute, resa ospitale ai carottesi e ai turisti. Sogno i turisti che, lasciati gli alberghi e le strutture dove alloggiano, si recano in piazza per goderne l’ospitalità. Dalla piazza passano a visitare i vicoli di Santa Margherita e le traverse di Via San Michele, caratterizzati dalla presenza di artigiani e di piccoli locali che propongono prelibatezze gastronomiche nostrane preparate nelle vecchie cantine trasformate opportunamente e nei portoni aperti e resi idonei allo scopo.
Sogno i turisti che da Piazza Cota si spingono oltre, verso il Convento delle Suore Agostiniane, la Basilica di San Michele , la Ripa di Cassano e la Marina, per osservare il costone tufaceo e qualche anziano pescatore che rammenda le reti delle “cianciole” che vanno a pesca con a bordo i giovani marinai che utilizzano il pescato del golfo, anche, – e perché no?- per venderlo come prelibatezza da gustare al momento, nei “monazeri” che parlano ancora di quelle vestigia lasciate dai velieri costruiti dalle mani abili dei “maestri d’ascia” “ e mast r’asc” che ormai sono la storia dell’alto artigianato della Marina di Cassano.

Il futuro di questo paese si costruisce afferrando il passato per non farlo annegare nell’oblio dell’ignoranza. Non dimentichiamo le origini contadine della nostra città e l’opportunità che si potrebbe cogliere con la ristrutturazione del mercato ortofrutticolo, dove proporre, contestualmente alla vendita dei prodotti a km zero e biologici, anche prodotti artigianali ed artistici, realizzati nelle botteghe, peraltro, ivi esistenti. In alcune delle stesse botteghe si potrebbero vendere, di sera, gli stessi prodotti proposti durante la giornata però cotti e pronti da gustare. Potrebbe diventare un polo di attrazione culturale con eventi, feste, mercatini tematici, periodicamente organizzati in gemellaggio con altre realtà regionali e nazionali: confronto e crescita! La gestione sarebbe da affidare ai giovani perché si assumano la responsabilità e l’impegno di portare avanti la cultura e l’economia della nostra città.

Ragazzi, risvegliate il ricordo e l’orgoglio dei vostri nonni ed agite! Perché è da qui che la vostra e la nostra storia ricomincia. Il futuro è ora!

Commercio e Turismo: binomio vincente

Il settore commerciale rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia peninsulare. Insieme al turismo, è da sempre l’imprenditoria locale infatti a fornire dati significativi per direzionare la promozione del territorio, le operazioni personali di marketing e la comprensione della qualità globale della vita stessa.

Come Associazione dei Commercianti di Piano di Sorrento (ASCOM) registriamo anche in costiera la tendenza di parziale ripresa messa in evidenza dagli studi di settore. Ma attenzione: pur con le dovute differenze che tengano conto della posizione privilegiata di cui gode la penisola sorrentina nella percezione commerciale, residenziale e turistica, si tratta di ripresa, appunto, e non di crescita.

Il 2018 si è finora presentato come un anno di transizione. Per il mese di marzo la Confcommercio stima «una crescita congiunturale nulla del Pil mensile e una variazione tendenziale dell’1,2%, in rallentamento rispetto al mese di febbraio 2018. Nel primo trimestre 2018 – si legge in una nota – il Pil è previsto crescere dello 0,2% in termini congiunturali, mentre il tasso di crescita tendenziale si attesterebbe all’1,4%». Da notare anche l’Indicatore sui consumi della Confcommercio (ICC) che «rileva come su base congiunturale siano diminuiti i consumi per i servizi (-0,1%) mentre sono aumentati quelli dei beni (+0,5%)».

Va innanzitutto fatta una premessa: ad oggi permane una sostanziale situazione di debolezza sulla domanda, soprattutto da parte dei nuclei famigliari. Ciò rappresenta da una parte un elemento di criticità da non sottovalutare per la possibilità di un’accelerazione della ripresa, dall’altra un campanello d’allarme sui cambiamenti circa le odierne modalità di acquisto. In altre parole: non solo cambiano le tendenze, coerentemente con i girotondi economici, ma cambiano anche i clienti e il loro modo di rapportarsi con merci, qualità e tempistiche.

Secondo l’Istituto nazionale di Statistica (ISTAT) «a febbraio 2018 le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento, rispetto al mese precedente, dello 0,4% in valore e dello 0,9% in volume. Ad aumentare sono sia le vendite di beni alimentari (+0,4% in valore e +1,2% in volume), sia quelle di beni non alimentari (+0,3% in valore e +0,7% in volume). Nel trimestre dicembre 2017-febbraio 2018, però, l’indice complessivo registra un calo congiunturale dello 0,7% sia in valore che in volume. Nello stesso periodo diminuiscono sia le vendite di beni alimentari (-0,8% in valore e -0,9% in volume), sia quelle di beni non alimentari (-0,6 in valore e in volume)». Percentuali che fanno riferimento, tra l’altro, ad un periodo solitamente proficuo per il settore, cioè quello a cavallo ed immediatamente successivo alle festività natalizie con conseguente inizio dei saldi di stagione.

Ma quali possono essere le motivazioni di queste flessioni altalenanti? L’esperienza maturata sul campo favorisce l’individuazione di plausibili ipotesi, oltre alle naturali spiegazioni di mercato. Principalmente è calato drasticamente l’appeal dei saldi, snaturato dalle continue scontistiche fuori stagione. Si pensi, per esempio, ad iniziative come il Black Friday, di recente importazione in Italia e in costiera, o all’autonomia dei singoli nel promuovere le attività con promozioni private. Nei segmenti medi la continua rotazione dei prodotti, soprattutto quelli immobilizzati che abbassano la resa dei punti vendita, diventa un obiettivo imprescindibile. Tutto ciò, mentre sottilinea l’intraprendenza dei commercianti, contribuisce ad uno stravolgimento profondo di cadenze e scadenze di stampo classico. Tanto che sul territorio associativo la flessione degli acquisti durante i saldi ha registrato una percentuale negativa tra il 5% e il 10%.

Resta ancora invariato l’appeal dei saldi nei segmenti alti dove il cliente può realizzare un sogno o concedersi una spesa importante ad un prezzo più accessibile. Ma è evidente che si tratti di movimenti molto meno sistematici.

La conseguenza naturale di questo mutamento è il bombardamento continuo di promozioni a cui l’utente finale è sottoposto quasi durante l’intero anno, motivo per cui non gli è più strettamente necessario attendere la stagione dei saldi e approfittare del momento. Libero dall’ansia dell’ultima occasione, pondera gli acquisti secondo le reali esigenze o, ancor meglio, secondo le effettive urgenze, posticipandoli magari a tempi migliori.

Nonostante le complicazioni emerse nell’ultimo decennio, la vivacità imprenditoriale e commerciale della penisola sorrentina resta comunque, ad indiscutibile evidenza, un’enorme ricchezza. Incoraggiarla e valorizzarla ulteriormente è l’investimento più lungimirante per il futuro dove ognuno può fare la propria parte, non solo i soggetti politici e il loro doveroso impegno a creare condizioni favorevoli. Sostenere le attività peninsulari, preferendole ai grandi centri commerciali, e far girare l’economia locale può essere oggi, non solo un ottimo modo per conoscere il territorio e per portare a casa un’essenza verace della quotidianità costiera, ma anche un contributo reale verso quella crescita tanto attesa, capace di rinvigorire l’entusiasmo indispensabile all’accoglienza appassionata per cui la penisola sorrentina è nota al mondo.

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