Commercio e Turismo: binomio vincente

Commercio e Turismo: binomio vincente

Il settore commerciale rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia peninsulare. Insieme al turismo, è da sempre l’imprenditoria locale infatti a fornire dati significativi per direzionare la promozione del territorio, le operazioni personali di marketing e la comprensione della qualità globale della vita stessa.

Come Associazione dei Commercianti di Piano di Sorrento (ASCOM) registriamo anche in costiera la tendenza di parziale ripresa messa in evidenza dagli studi di settore. Ma attenzione: pur con le dovute differenze che tengano conto della posizione privilegiata di cui gode la penisola sorrentina nella percezione commerciale, residenziale e turistica, si tratta di ripresa, appunto, e non di crescita.

Il 2018 si è finora presentato come un anno di transizione. Per il mese di marzo la Confcommercio stima «una crescita congiunturale nulla del Pil mensile e una variazione tendenziale dell’1,2%, in rallentamento rispetto al mese di febbraio 2018. Nel primo trimestre 2018 – si legge in una nota – il Pil è previsto crescere dello 0,2% in termini congiunturali, mentre il tasso di crescita tendenziale si attesterebbe all’1,4%». Da notare anche l’Indicatore sui consumi della Confcommercio (ICC) che «rileva come su base congiunturale siano diminuiti i consumi per i servizi (-0,1%) mentre sono aumentati quelli dei beni (+0,5%)».

Va innanzitutto fatta una premessa: ad oggi permane una sostanziale situazione di debolezza sulla domanda, soprattutto da parte dei nuclei famigliari. Ciò rappresenta da una parte un elemento di criticità da non sottovalutare per la possibilità di un’accelerazione della ripresa, dall’altra un campanello d’allarme sui cambiamenti circa le odierne modalità di acquisto. In altre parole: non solo cambiano le tendenze, coerentemente con i girotondi economici, ma cambiano anche i clienti e il loro modo di rapportarsi con merci, qualità e tempistiche.

Secondo l’Istituto nazionale di Statistica (ISTAT) «a febbraio 2018 le vendite al dettaglio hanno registrato un aumento, rispetto al mese precedente, dello 0,4% in valore e dello 0,9% in volume. Ad aumentare sono sia le vendite di beni alimentari (+0,4% in valore e +1,2% in volume), sia quelle di beni non alimentari (+0,3% in valore e +0,7% in volume). Nel trimestre dicembre 2017-febbraio 2018, però, l’indice complessivo registra un calo congiunturale dello 0,7% sia in valore che in volume. Nello stesso periodo diminuiscono sia le vendite di beni alimentari (-0,8% in valore e -0,9% in volume), sia quelle di beni non alimentari (-0,6 in valore e in volume)». Percentuali che fanno riferimento, tra l’altro, ad un periodo solitamente proficuo per il settore, cioè quello a cavallo ed immediatamente successivo alle festività natalizie con conseguente inizio dei saldi di stagione.

Ma quali possono essere le motivazioni di queste flessioni altalenanti? L’esperienza maturata sul campo favorisce l’individuazione di plausibili ipotesi, oltre alle naturali spiegazioni di mercato. Principalmente è calato drasticamente l’appeal dei saldi, snaturato dalle continue scontistiche fuori stagione. Si pensi, per esempio, ad iniziative come il Black Friday, di recente importazione in Italia e in costiera, o all’autonomia dei singoli nel promuovere le attività con promozioni private. Nei segmenti medi la continua rotazione dei prodotti, soprattutto quelli immobilizzati che abbassano la resa dei punti vendita, diventa un obiettivo imprescindibile. Tutto ciò, mentre sottilinea l’intraprendenza dei commercianti, contribuisce ad uno stravolgimento profondo di cadenze e scadenze di stampo classico. Tanto che sul territorio associativo la flessione degli acquisti durante i saldi ha registrato una percentuale negativa tra il 5% e il 10%.

Resta ancora invariato l’appeal dei saldi nei segmenti alti dove il cliente può realizzare un sogno o concedersi una spesa importante ad un prezzo più accessibile. Ma è evidente che si tratti di movimenti molto meno sistematici.

La conseguenza naturale di questo mutamento è il bombardamento continuo di promozioni a cui l’utente finale è sottoposto quasi durante l’intero anno, motivo per cui non gli è più strettamente necessario attendere la stagione dei saldi e approfittare del momento. Libero dall’ansia dell’ultima occasione, pondera gli acquisti secondo le reali esigenze o, ancor meglio, secondo le effettive urgenze, posticipandoli magari a tempi migliori.

Nonostante le complicazioni emerse nell’ultimo decennio, la vivacità imprenditoriale e commerciale della penisola sorrentina resta comunque, ad indiscutibile evidenza, un’enorme ricchezza. Incoraggiarla e valorizzarla ulteriormente è l’investimento più lungimirante per il futuro dove ognuno può fare la propria parte, non solo i soggetti politici e il loro doveroso impegno a creare condizioni favorevoli. Sostenere le attività peninsulari, preferendole ai grandi centri commerciali, e far girare l’economia locale può essere oggi, non solo un ottimo modo per conoscere il territorio e per portare a casa un’essenza verace della quotidianità costiera, ma anche un contributo reale verso quella crescita tanto attesa, capace di rinvigorire l’entusiasmo indispensabile all’accoglienza appassionata per cui la penisola sorrentina è nota al mondo.

arianuovapianodisorrento

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