Il Tombolo di Maria Luigia Maresca

Il Tombolo di Maria Luigia Maresca

I lavori a tombolo della Prof. Maria Luigia Maresca non occupano molto spazio, una o due scatole di cartone, piuttosto piccole; ma, quando le apre, ti rendi conto che dentro c’è tutto un mondo ed i centrini, le opere, le composizioni cadono sul tavolo come petali di fiori.E’ un mirabile insieme di merletti che hai timore di toccare, quasi la mano potesse sciuparli e togliere loro quello splendore, quella luminosità, frutto d’un lavoro lungo, attento e minuzioso. Quanto costa una creazione del genere? Quanto gli occhi e le mani? Alla radice di tutto l’amore che l’Artista profonde in questa creazioni, ci sono le scuole di Rosa Porzio e Giuseppina Mastro, le Maestre dalle quali ereditò conoscenze e competenze in giorni lontani, presso i Padri Sacramentini, che avevano attivato dei corsi. Per la Nostra fu come essere catapultata in un altro mondo.

Tra le tante tipologie di lavoro italiane la sign. Maria Luigia ha come riferimento quella di Gorizia, dove il merletto è molto lavorato, ricco, un pò barocco, quello che viene definito “Milano”. Il “Fiandra a tre paia” è una vera e propria composizione poetica, dove si intrecciano fili e sentimenti, un vero e proprio canto d’amore alla bellezza, alla leggerezza, capace di scivolarti tra le mani come alito di vento.

 

Ma l’Artista non è mai paga del proprio livello ed insegue la perfezione con sete di sapere e voglia di migliorare, di apprendere nuove tecniche, nuove armonie. La Maresca viaggia nei luoghi dove il tombolo è tradizione, scuola, storia, stile, sale a Montefusco e Santa Paolina, visita Cantù e Como, si ferma a Gorizia e Grado, crea opere magnifiche, nonostante la famiglia da accudire: marito, figlie, nipoti e la cattedra di Materie Letterarie presso la Scuola Media di Meta. Le sue creazioni, esposte a Villa Fiorentino, Villa Fondi e Villa Romano, spiccano il volo e con “Peninsula Art” vanno in giro per l’Italia.

Una sua splendida tovaglia è sull’altare della Basilica di San Michele, un’altra su quello della Madonna di Galatea, fatta a quattro mani con la figlia Teresa, alla quale ha trasmesso l’amore per questo magnifico artigianato artistico.

 

Ad una ad una sfilano dinanzi ai miei occhi tante splendide creazioni: lavori in seta e fili d’oro, opere che attingono alle più svariate tecniche di lavorazione, addirittura d’una disegnatrice russa. Poi lavori con lino, seta, cotone, applicazioni per tovaglie e tovagliette, lenzuola e tende, opere dedicate al mare, una serie di dolcissime Madonne, trittici in legno che custodiscono presepi, lavori incorniciati, dove la trina, su fondo scuro, trasmette forti emozioni. C’è proprio di tutto in queste scatole di cartone, che mi ricordano tanto gli otri pieni di vento di Eolo, perché il merletto ha la leggerezza dello zefiro e la bellezza travolgente del maestrale che trasforma il mare in bianche schiume di merletti. Ha pure quelle stelle di neve che la tramontana strappa alle cime delle montagne, per portarle sui vetri sui vetri delle nostre finestre. Grazie signora Luigia, sempre l’Arte è poesia!

Ciro Ferrigno.

Michele

1 comment so far

AngelaScritto il10:49 pm - Giu 18, 2018

Solo mani guidate dal cuore possono realizzare opere cariche di poesia. Capolavori!

Lascia una risposta

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial
Follow by Email
Facebook
Facebook