Intervento di Alessio Franzese

Intervento di Alessio Franzese

Tavola Rotonda

“Il Turismo a Sorrento e nella Penisola Sorrentina nell’epoca del Covid. Quali Prospettive? Idee e Progetti”

Sorrento, 2 dicembre 2020

Horwath HTL è una realtà internazionale con circa 50 uffici in 40 paesi nel mondo e ciò ci ha permesso, soprattutto nell’ultimo periodo, di avere una visione aggiornata su quanto sta accadendo nelle diverse aree geografiche in termini di flussi, ripresa, strategie e sentiment degli operatori del settore.

Come introduzione a questo Panel, composto da autorevoli rappresentati dell’intera filiera turistica, e vista anche la mia attività di analista, credo sia opportuno fare una piccola regressione sui numeri del turismo a Sorrento e nella Costiera Sorrentina, per avere un’idea dell’entità di questo fenomeno sul territorio e di potrebbe mutare alla luce degli ultimi eventi pandemici.

Nel 2019 i sei comuni della Costiera Sorrentina hanno accolto quasi 1,2 milioni di turisti per un totale di 4,35 milioni di pernottamenti: di questi ultimi il 75% sono stati accolti in strutture alberghiere e per circa l’86% sono stati turisti stranieri. Un fattore quest’ultimo che influenzerà certamente la ripresa del fenomeno turistico nel territorio.

Il settore turistico della Costiera, con riferimento ai soli hotel, è rimasto sostanzialmente invariato negli ultimi tre anni, a differenza di una crescita molto accelerata per la componente extra-alberghiera: quindi un settore che potrebbe aver perso già prima della pandemia una forte spinta verso la crescita, una destinazione forse nella sua fase di maturità e che quindi richiederebbe una qualche attività di rilancio o riprogrammazione.

Il mercato è stato trainato, come si diceva, dai turisti stranieri che tra l’altro soggiornano mediamente oltre un giorno in più rispetto ai turisti italiani: circa quattro giorni contro 2,7 giorni.

Sorrento è il principale attrattore della Costiera, ospitando circa il 60% dei flussi totali. Negli ultimi anni ha quindi sostanzialmente seguito le stesse dinamiche appena descritte, con una differenza degna di nota: nel 2019 la destinazione ha conosciuto una buona performance dei turisti nazionali.

Secondo le prime stime, il 2020 purtroppo vedrà un calo di arrivi turistici in Italia pari almeno al 50% rispetto al 2019. Infatti, i primi dati ufficiali rilevano un calo delle presenze nel periodo Gennaio-Luglio 2020 (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) del 64%, composto da un calo del 75% dei turisti internazionali del 53% di quelli italiani.

Tra le previsioni più aggiornata, quelle pubblicate dell’ENIT in collaborazione con Tourism Economics ipotizzano un recupero dei flussi turistici ai valori del 2019 nel 2023. Dato sostanzialmente confermato dal sentiment degli operatori ascoltati da Horwath HTL negli ultimi mesi.

In questo scenario quindi di grandi cambiamenti è importante comprendere quali saranno i driver che spingeranno il turismo, in modo da poter pianificare le azioni dei singoli operatori ma soprattutto di intere destinazioni.

Tra i temi fondamentali, oltre le dovute revisioni all’operatività delle attività ricettive, ci saranno: il ritorno verso attività ed esperienze collegate alla natura, all’autenticità dei luoghi, agli elementi locali, la ricerca di nuove soluzioni abitative, spostamenti su brevi-medie distanze.

Tutto ciò avrà un impatto sulle preferenze e sulle scelte dei turisti, e dovrà di conseguenza essere tenuto in considerazione dalle istituzioni e dagli operatori della filiera per riorganizzare l’offerta e soddisfare le nuove esigenze. 

In questo le destinazioni devono quindi riorganizzarsi e essere in grado di cogliere le opportunità che pur da questo momento negativo possono presentarsi.

Il “sistema destinazione” dovrà essere in grado di presentarsi come sistema unico e comunicare in maniera trasparente, coinvolgere ed integrare tutti gli stakeholder (business-to-business), le comunità locali, ed adottare strategie di marketing territoriali con l’introduzione di nuove tecnologie.

Applicare questi concetti e queste considerazioni di carattere generale in Costiera Sorrentina significherebbe quindi porre una maggiore attenzione ed un maggiore sforzo commerciale verso il mercato domestico (che abbiamo detto vale meno del 20% del totale), sviluppare un sistema territoriale che valorizzi la natura, le comunità locali, le tradizioni e l’heritage culturale già riconosciuto a livello; oltre ad integrare – in fasi successive – al grande sistema Campania che, ricordiamo, è la quinta regione in Italia per numero di siti UNESCO (6 su un totale di 55 in Italia – primo paese al mondo).

Attenzione particolare merita il sistema della viabilità, non solo per sviluppare la connettività aerea e ferroviaria, ma per riportare l’attenzione anche verso gli spostamenti in auto, che sarà il mezzo preferito da oltre il 60% dei turisti.

Infine, lo sviluppo di nuove tecnologie sia per la promozione della destinazione che per la migliore fruizione dell’esperienza turistica in loco.

Alessio Franzese

Project Manager | Horwath HTL Italia

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