Nino

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Tavola Rotonda

“Il Turismo a Sorrento e nella Penisola Sorrentina nell’epoca del Covid. Quali Prospettive? Idee e Progetti”

Sorrento, 2 dicembre 2020

La nostra professione di guida ambientale è entrata da poco nel mondo del turismo ed è preposta a gestire quella parte di offerta  che, attualmente, sta diventando trainante per la ripresa dopo la lunga pausa di pandemia. Con i nostri ospiti ci muoviamo sulla parte del territorio mai considerata finora come i sentieri, la viabilità minore e le zone alte di colline e montagne e trattiamo con professionalità molti argomenti ritenuti futili e marginali ma che si sono rivelati alla base del nostro benessere e dell’aspettativa di un numero di viaggiatori sempre maggiore. I turisti si stanno trasformando sempre più in Viaggiatori e, da semplici clienti di  prodotti che li hanno portato a visitare tutto il mondo con tour strutturati ed organizzati fin nei minimi particolari, si stanno trasformando in veri viaggiatori alla scoperta di sensazioni ed esperienze più approfondite ed autentiche. In Penisola Sorrentina ci troviamo avvantaggiati avendo un territorio dove ancora si percepisce la vita di piccola comunità dove, ogni giorno, ci sono produzioni locali di pane fresco, latticini e tanti altri prodotti che, solo con il profumo, il sapore e la loro bellezza, esaudiscono la maggior parte delle aspettative dei viaggiatori. Questi tesori vanno ad aggiungersi a ciò che il nostro territorio già offre in bellezze naturali e storiche completando un offerta turistica già forte e confermata ogni anno dalle numerose presenze. Ma coloro che lavorano in questo campo devono rispettare delle caratteristiche che sono alla base della nostre visite come la bellezza di sentieri lontani dai centri turistici affollati, la semplicità della vita contadina, l’autenticità e la bontà dei prodotti locali perché i Viaggiatori arrivano preparati e, prima di partire, hanno approfondito ogni particolare che può offrire il territorio. Quindi ogni approssimazione può rendere questa offerta falsa e far percepire il tutto come una cosa preparata a tavolino e non autentica. Si ci deve rivolgere a professionisti che, oltre alla preparazione professionale, devono dimostrare un forte attaccamento al territorio e alle sue tradizioni e che sia in grado di coinvolgere anche figure marginali al turismo, come i contadini e gli artigiani ancora operosi sul territorio. Questo turismo può essere trainante anche per la destagionalizzazione e permettere di prolungare il lavoro oltre i 6/8 mesi della normale stagione turistica. In definitiva sarà la qualità degli operatori a non vanificare la nuova formula del turismo esperienziale che permetterà di diversificare l’offerta e le opportunità del nostro territorio.

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