Un passo avanti

Un passo avanti

Di Giovanni Pepe

 

Oggi sempre di più ci si trova a riflettere su come sta cambiando il mercato. Il mercato, questo straordinario scenario che si modifica, si plasma e tende a diventare esso stesso il centro della nostra vita. La vita sempre più frenetica sempre più tesa a divenire qualcosa che perde forma, qualcosa che subiamo, ma non viviamo.
Oggi la globalizzazione sta fortemente cambiando le nostre abitudini. Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad un
lento regredire verso un economia fatta solo dai grandi che per necessità continuano a crescere per essere i soli a governare il mercato: una sorta di totalitarismo economico.

Di contro, per fortuna, si sta affermando sempre di più una forte componente di localizzazione, un tornare alle radici ed una coscienza del consumatore e del produttore che hanno capito che nei processi di globalizzazione il cliente ed il prodotto non sono più centrali ma sono esclusivamente delle pedine da muovere in una scacchiera dove il profitto è l’unico vero obiettivo. Come sopravvivere a tutto questo?

Da anni, come detto, si stanno sempre più affermando delle realtà a km 0. Questo tipo di realtà sono alla base della nuova economia, una sorta di grande paracadute che serve a tenere vivo e forte l’economia locale e creare quella forte differenziazione del prodotto e della sua qualità. Si stanno riscoprendo materie prime, tipologia di lavorazioni e artigianato.

La globalizzazione, d’altro canto, anche lei prova ad imitare questo fenomeno, sempre di più grandi marchi lavorano
sull’aspetto della qualità percepita (in passato era un plus, oggi è un must vedi caso olio di palma). Quale direzione
prendere?

Nei prossimi anni si dovranno usare, quindi, le leve di localizzazione, specializzazione e anche globalizzazione. Su ogni leva bisognerà lavorare in maniera continua, oculata e unica. Ognuno dovrà sempre di più fare la sua parte nel migliore dei modi (specializzazione), proporre prodotti unici (localizzazione) ad un mercato sempre più ampio (globalizzazione).

Le piccole realtà saranno sempre più uniche e quindi offriranno sempre di più prodotti unici e rintracciabili. La tracciabilità sarà il vero valore aggiunto. Creare network locali contribuirà a rafforzare i singoli produttori rendendoli più forti e meno esposti ai rischi economici.

I servizi saranno sempre più personalizzati e a misura del consumatore. La localizzazione e la specializzazione riusciranno a personalizzare sempre di più il prodotto e quindi il consumatore ritornerà  al centro.

I settori sicuramente più avvantaggiati nei processi di localizzazione sono l’enogastronomia, l’agricoltura, il turismo, l’artigianato.

Innovazione e tradizione, questa è la vera chiave di volta, pescare nella tradizione del luogo ed avvalersi degli strumenti tecnologici, scientifici, per creare prodotti di alta qualità.Non possiamo competere con i grandi, non possiamo mantenere i loro prezzi. Noi abbiamo i nostri prezzi che vengono dettati dal mercato, cioè quanto un consumatore informato è disposto a pagare per un prodotto unico.

Comunicazione è l’altra vera chiave da usare per far conoscere la qualità l’unicità dei prodotti e servizi.

Quindi una ricetta di specializzazione, localizzazione, comunicazione, innovazione, tradizione ed anche incredibilmente globalizzazione (come strumento). Questo è il mix per affrontare il mercato che ormai è davanti a noi.

Diceva un vecchio detto chi troppo vuole nulla stringe, qundi la produzione di beni e servizi in questo contesto non sarà illimtata ma sarà finita e questo suo essere finito non puo’ e non deve essere modificato, nel caso in cui si provasse a forzare questi limiti si perderebbero i valori di forza. Quindi se l’offerta è finita e limitata e la domanda dovesse crescere l’unica leva a disposizione è il prezzo che inevitabilmente crescerà per il semplice principio della legge economica di domanda-offerta.

Altro grande tema è l’invecchiamento della popolazione media italiana questo farà sempre di più crescere i servizi alla persona.

Il mercato si trasforma, lo fa continuamente e sotto i nostri occhi, noi stessi siamo autori inconsapevoli di queste trasformazioni. Noi riusciamo con le nostre azioni  a modificare il mercato a renderlo più simile a quello che vogliamo. I nostri bisogni, espressi e no, si trasformano in prodotti e servizi che usiamo. Lentamente il mercato ci
avvolge e ci porta per mano verso un mondo che noi stiamo creando un passo per volta.

Quello che è indispensabile fare è creare un mercato sano fatto di aziende competenti, di clienti informati, di prodotti di qualità, di servizi di qualità. La professionalità sarà sempre al centro di tutto e questo vale per ogni attore del mercato.

Il mercatino del Lunedì

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