Mortora

Mortora

MORTORA (dal greco “myrtus” = “mirto”)

Sorge sulle pendici settentrionale dei colli di san Pietro, in lieve declivio verso Piano e caratterizzate in prevalenza da colture di agrumi. L’area su cui si estende il casale è delimitata a NE ed a SO da due profondi rivi.

Caratteristiche dell’insediamento

Originariamente il tessuto urbano del casale si articolava intorno a un “quadrilatero” di strette strade, sul vertice nor-occidentale, ed in posizione tangente, erano innestate la chiesa dell’Assunta e la piazza antistante. Le case erano “addensate” sui due lati perpendicolari tra loro a Sud della chiesa (vicoletto Mortora). I loro caratteri tipologico-edilizi che sono quelli abbastanza tipici dei casali di Piano, ovvero edificazione di tipo “chiuso” lungo la strada, con alte mura di cinta che racchiudono gli spazi privati, sono rimasti praticamente inalterati nel tempo. Ma il casale nel suo complesso ha perso la tipica struttura di nucleo compatto e dotato di equilibrati rapporti dimensionali fra edifici e spazi liberi. E ciò perché l’allargamento della strada comunale Carotto-San Liborio (direzione NO-SE), nella misura in cui ha interessato i lati settentrionale ed orientale dell’antico quadrangolo viario su cui era innestato il nucleo, ne ha snaturato completamente la struttura finendo per configurarsi come una sorta di barriera interna allo spazio edificato; per di più la “nuova” strada ha trasformato la piazza antistante la chiesa dell’Assunta, un tempo precisamente leggibile rispetto alla zona agricola circostante, in un anonimo indefinito slargo stradale.

E‘ da sottolineare inoltre che le lottizzazioni, che via via vanno realizzandosi in prossimità del casale, ne stanno decisamente rompendo le soluzioni di continuità con i nuclei circostanti.

Collegamenti viari con l’esterno

  1. strada comunale Legittimo-Mortora-cavone
  2. strada comunale per Carotto (NO) e per San Liborio (SE)
  3. sentiero pedonale per Carotto (per Ponte di Mortora)
  4. sentiero pedonale per Formiello

Origini e sviluppi

L’esistenza del casale (appartenente alla giurisdizione territoriale del “Piano”) è documentata nel XVI secolo. Il primitivo nucleo abitato si caratterizzò, a partire dal XVII secolo, come residenza di campagna di numerose famiglie nobili.

La realizzazione della “nuova” strada comunale Carotto-Mortora-San Liborio, e quella della nuova strada comunale Legittimo-Mortora-Cavone risalgono a circa vent’anni fa; le lottizzazioni sono iniziate agli inizi degli anni ottanta.

Chiesa dell’Assunta

La storia di questo edificio di culto è caratterizzata da una lunga ed assai complessa sequenza di eventi, che partono addirittura dall’epoca pagana, epoca in cui nella zona era venerata la dea Galatea. La chiesa attuale fu costruita, ad iniziare dal 1568, su un terreno, acquistato da una famiglia del luogo (i Piscopo) “per nome e per conto del popolo di Mortora”, ove presumibilmente si trovava una chiesa bizantina distrutta dai saraceni. Completata nel 1580 e dichiarata “parrocchiale” per i nuclei di Legittimo, S.Gregorio (San Liborio), Galatea, Casapenta e Pontecorvo, divenne anche “capitolare” di tutto il clero del Piano. Il campanile, invece, fu eretto negli anni che vanno dal 1732 al 1741. La chiesa è a croce latina, a tre navate (m.25×16) e tre cupole, la maggiore delle quali si ritrova sul coro. L’altare maggiore, di scuola fiorentina, è in marmi intarsiati di onice e madreperla.

Oratorio della Purificazione di Maria

Piccola cappella adiacente la chiesa dell’Assunta, fu probabilmente costruita nel 1590 dalla omonima Confraternita, fondata con decreto dell’Arcivescovo Giulio Pavesi nel 1566 “per la santificazione dei fedeli, l’incremento del culto pubblico e per suffragare i defunti” (la divisa dei sui membri era costituita da “sacco, cappuccio, cintolo, e mantello bianchi, con stemma della Purificazione della Vergine”). All’interno dell’Oratorio si conserva una pregevole mensola lignea decorata.

Casa Russo

E’ situata sul versante occidentale del vico Mortora, uno dei lati del quadrilatero viario su cui si innesta il tessuto urbano del casale. Risale presumibilmente ai primi anni dell’Ottocento e fu costruita, o, semplicemente abitata, da un generale murattiano. Negli anni trenta passò agli attuali proprietari (i Russo). Dalla strada si intravede una lunga prospettiva inquadrata da una sequenza di portali in pietra scolpita. Sul cortile interno, che conserva gli antichi anelli per cavalli, si affacciano piccole finestre con archi a tutto sesto. In una delle stanze della Villa si trova “una tela raffigurante un importante personaggio d’epoca borbonica, in grande uniforme, non identificato”.

Villa Romano

Situata nei pressi della parrocchia dell’Assunta e costruita nel 1654, fu dapprima proprietà del barone Sangiovanni e subito dopo, agli inizi del Settecento, passò ai Romano che, da allora, la adoperano come residenza estiva. La compresenza di elementi seicenteschi e settecenteschi fanno presumere che la villa, una volta cambiata la proprietà, sia stata ristrutturata ed ampliata. Le robuste mura tufacee, che si trovano alle spalle, fanno comunque pensare all’esistenza di un antico sistema di fortificazioni. All’edificio erano annessi un oratorio privato ed un vasto agrumeto tagliato in due dalla strada comunale per San Liborio (realizzata nell’Ottocento), poi ulteriormente ridotto in seguito ad altri espropri. Sul cortile, dotato di pozzo quadrangolare, affacciano vecchie cucine con lavatoi in pietra.

(Il testo è tratto da “Città e casali della penisola sorrentina” di Giacinta Jalongo
Officina Edizioni, finito di stampare nel luglio 1993).

www.officinaedizioni.it

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